Luigino

scritto da enzoemme
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Testo: Luigino
di enzoemme

La storia di Luigino, il ranocchio della Fossa Grande

Il nostro giovane amico, per andare a scuola, ormai evitava di passare per le due pietre tonde.
Non riusciva proprio a saltare da una all’altra: troppo lontane, troppo ampio quel vuoto.
Gli altri ranocchi, seduti nell’erba bassa, l’ultima volta che provò risero di gusto.
Il problema era una gambina più corta: Madre Natura, distratta, sbagliò quella sera di luna piena.

Per andare a scuola la sveglia suonava molto prima dei suoi compagni: il giro era veramente largo,
giù per il sentiero dei muschi, poi guadare il rigagnolo, risalire la pietraia,
passare il boschetto dei funghi colorati… insomma, una fatica enorme.
Arrivava a scuola stanco e sudato, mentre i suoi compagni, rilassati, già seduti da un pezzo.
Le penne colorate adagiate sul banco di Formica verde acqua.

Il piccolo Luigi approfittò dell’uscita serale al mercato per verificare al meglio la situazione:
sorprese la mamma con un “Vengo ad aiutarti”.
La mamma, meravigliata dall’inusuale disponibilità del figlio, fece come tutte le mamme:
si prese il momento felice senza pensarci troppo.

Arrivati nel punto fatidico, Luigino controllò bene il nemico:
due pietre lisce, nere, sotto una viscida patina grigiastra;
l’erba corta, giù, gremita come sempre in ogni ordine di posti.

La mamma prese in braccio il piccolo e, con un balzo stilisticamente perfetto,
passò dall’altra parte.

Quella notte Luigino meditò a lungo.
La mattina, l’ingorgo di pensieri lasciò il posto a tre sole opzioni:

– Farsi portare sempre dalla mamma
– Comprare un elicottero
– Partire per il pianeta Liscio-Liscio

Decise di non decidere, ma la vita va avanti: bisogna andare a scuola e tutto il resto.

Nel suo giro largo Luigino incontrò un ragno dal nome buffo: si chiamava Ciccio.
I primi giorni un semplice “ciao, come va”, poi piano piano i due entrarono in confidenza.

Luigino portò Ciccio a vedere le famose pietre tonde, il fango e i temuti spalti.
Ciccio non ci pensò un attimo: decise di aiutare il suo giovane amico.
Lavorò tutta la notte a tessere i fili: passava e ripassava.

Quando il sole stava per nascere, il ponte invisibile – dal lato basso spettatori – era pronto.
Tutta la maestria e l’esperienza del ragno avevano creato il miracolo.

Luigino, istruito a dovere, era ormai pronto per lo spettacolo mattutino:
zaino in spalla, passò sicuro, saltellando come un grillo.

Dall’erba in basso, solo un composto silenzio.

Non c’è dubbio: l’amicizia è più pratica dell’amore.

Luigino testo di enzoemme
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